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23 Dicembre 2001 ARCHEOLOGIA
Corriere della Sera
ULTIMISSIME (ANZI NO) SUL MITO DI ATLANTIDE
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Il mito più celebre dell´archeologia sarebbe nato in Egitto. Raccontato da un sacerdote a Solone, il quale l´avrebbe poi tramandato al bisnonno di Crizia, politico e scrittore ateniese. E´ lui la fonte diretta alla quale si riferisce Platone nei due Dialoghi (il Timeo ed il Crizia, appunto) che eternarono la storia di un´Atlantide perduta. La città vissuta "9000 anni prima di Solone" e "oltre le Colonne d´Ercole", sarebbe stata la capitale di una civiltà evoluta ed "ideale" che regnava su tutto il Mediterraneo. Sarebbe scomparsa sott´acqua, travolta da un cataclisma, quando divenne aggressiva e corrotta. Da allora Atlantide è stata identificata nella maniera più fantasiosa e spesso assurda: nelle isole Canarie, al largo della Cornovaglia, nel Sahara, a Bimini, a Okinawa, perfino in Antartide. A distanza di 60 anni dalle "visioni" di Egdar Cayce, il medium americano che rilanciò il mito nel dopoguerra, l´interpretazione più seria resta quella suggerita negli anni ´70 dall´archeologo greco Marinatos, lo scopritore dell´Akrotiri, sull´isola di Cantorini. La leggenda di Atlantide sarebbe nata da un ricordo reale: l´eruzione esplosiva del vulcano Thera che nel 1470 a.C. (900 e non 9000 anni prima di Solone) avrebbe annientato con catastrofici maremoti la civiltà minoico-cretese.


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