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12 Settembre 2011 PALEONTOLOGIA
di Christine Dell'Amore http://www.nationalgeographic.it
L'asilo nido degli squali preistorici
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Un \"borsellino di sirena" fossilizzato nella roccia (a sinistra e al centro) e in una ricostruzione artistica. Per gentile concessione di Jan Fischer
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Anche i piccoli squali hanno bisogno di un rifugio sicuro, e infatti gli scienziati hanno individuato il più antico "asilo nido" per questi predatori.

In un giacimento fossile del Kirgizistan sono stati scoperti denti e cosiddetti "borsellini della sirena" (come vengono comunemente chiamate le sacche vuote delle uova di alcune specie di squali e razze) risalenti a circa 230 milioni di anni fa: il che fa pensare che allora nelle acqua basse del sito vi fossero centinaia di piccoli di squalo.

Quegli antichi squali, chiamati ibodonti, probabilmente si nutrivano sul fondale, come gli attuali squali nutrice.

Le femmine di squalo attaccavano le uova alle piante ripariali del lago, e i piccoli, una volta usciti dall'uovo, potevano beneficiare dell'abbondante presenza di piccoli invertebrati per nutrirsi, mentre la folta vegetazione offriva loro riparo dai predatori.

In base ai ritrovamenti, sembra che i piccoli fossero abbandonati a se stessi, dice il responsabile della ricerca Jan Fischer, paleontologo del Geologisches Institut del TU Bergakademie Freiberg in Germania.

Squali di acqua dolce?

Quando Fischer e i suoi colleghi hanno scoperto i borsellini di sirena nel sito, hanno capito che il sedimento doveva racchiudere anche i denti dei neonati. Perciò hanno raccolto vari campioni e li hanno portati ad analizzare in Germania. Racchiusi nel sedimento c'erano infatti una sessantina di denti, tutti di giovani squali tranne uno, appartenente a un individuo adulto.

Secondo la ricerca, pubblicata su Journal of Vertebrate Paleontology, il numero elevato di denti e alcuni marcatori chimici in essi rilevati suggeriscono che quegli antichi squali nascessero in acque dolci, lontano dall'oceano.

Fischer inoltre sospetta che gli squali trascorressero il loro intero ciclo vitale in laghi e fiumi, al contrario degli odierni squali ovipari, il cui ciclo vitale si compie esclusivamente in mare.

È possibile che, come i moderni salmoni, gli squali adulti migrassero per centinaia di chilometri controcorrente tra l'oceano e il luogo in cui deporre le uova. Fisher però ritiene questo scenario "improbabile", soprattutto a causa dell'enorme distanza che avrebbero dovuto percorrere gli squali.

Comunque stiano le cose, spiegano gli autori della ricerca, è difficile raccogliere informazioni sugli squali antichi in base ai fossili: il loro scheletro cartilagineo decade rapidamente, lasciando solo pochi indizi sul loro stile di vita.


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