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19 Agosto 2011 ARCHEOLOGIA
Owen Jarus, LiveScience Contributor Live Science
IL MISTERO DELL'ANFORA FORATA
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tempo di lettura previsto 3 min. circa

Un antico vaso d'argilla ricostruito dai pezzi scoperti in un museo del Canada è pieno di piccoli fori, e lascia perplessi gli archeologi su quale fosse il suo uso.

La piccola anfora, alta appena 40 centimetri e datata a circa 1800 anni fa, è stata trovata in 180 frammenti, in un locale di deposito presso il Museo di archeologia dell'Ontario. Ma anche dopo che è stata restaurata, gli scienziati erano di fronte a un mistero. Finora nessuno è stato in grado di identificare un altro artefatto simile proveniente dal mondo romano.

"Tutti ne siamo sconcertati, " ha detto Katie Urban, una dei ricercatori presso il Museo di London. "Noi abbiamo inviato domande a tutti gli esperti d'ogni sorta di ceramica romana e ad altri esperti di ceramica, e nessuno sembra essere in grado di rispondere con un altro esempio".

Il vaso può aver contenuto piccoli animali vivi, come provviste per gli antichi romani, o può anche servito come una lampada, i ricercatori speculano, anche se nessuna teoria definitiva appare stabilita.

Da dove proviene? Ricerche d'archivio indicano che il vaso fosse tra gli artefatti della Britannia Romana (la parte della Gran Bretagna sotto controllo romano, dal 43 circa al 410 d.C.) e che fu dato al Museo negli anni cinquanta da William Francis Grimes, un archeologo che morì nel 1988. La squadra di Grimes aveva scavato fuori di un cratere di bomba della seconda guerra mondiale a Londra, non lontano da un antico tempio dedicato a Mitra, un Dio iraniano, che era molto popolare in tutto l'Impero romano.

Urban ammonisce, tuttavia, che non è certo che il vaso provenga da quello scavo. Il recipiente non sembra essere sulla lista di manufatti ricevuti da Grimes, anche se ha aggiunto che il vaso è stato trovato in 180 pezzi e l'elenco era breve su dettagli.

"Come è venuto a trovarsi nella nostra raccolta non è del tutto chiaro; stiamo ancora cercando di capire da dove salti fuori, " Urban ha detto.

C'è una piccola possibilità che il vaso del mistero provenga dall'Iraq, perché un'altra collezione di manufatti trovati in deposito presso il Museo proviene dall'antica città di Ur dei Caldei. Essi datano circa a 5000 anni fa. Leonard Woolley, archeologo noto per la scoperta di una ricca serie di sepolture reali a Ur, li aveva scavati nel 1931 e li aveva inviati al British Museum. Il Museo a sua volta li ha inviati alla University of Western Ontario nel 1933 come dono.

Come poteva essere utilizzato? La domanda che si pone il team è: perché un romano doveva creare un vaso pieno di buchi?

"Ci sono un sacco di opzioni diverse, molte di loro riguardano una lampada o una sorta di contenitore per animali, " Urban ha detto, aggiungendo che mentre i piccoli fori avrebbero permesso il passaggio della luce, il buco nella sua parte inferiore suggerisce che non fosse una lampada.

Un'altra possibilità è che il vaso fosse utilizzato per conservare e trasportare i ghiri, roditori, trovati in tutta Europa; antichi testi suggeriscono che essi costituissero uno spuntino popolare per i Romani.

(Un'antica ricetta suggerisce di mangiare un ghiro "farcito con carne di maiale e piccoli pezzi di carne di ghiro, il tutto pestato con pepe, noci, gelatina, brodo." Poi, "mettere il ghiro farcito così in una casseruola di terracotta, farlo arrosto in forno o bollirlo in pentola.")

Urban ha detto che il problema di questa teoria è che tutti gli altri vasi per portare i ghiri, provenienti da altrove nel mondo romano, hanno un aspetto ben diverso. I vasi per i roditori erano dotati di una rampa lungo la quale essi potevano correre.

Ancora un'altra idea è che il vaso contenesse serpenti, quelli che erano troppo grandi per scivolare fuori attraverso i suoi buchi. I serpenti erano un simbolo religioso popolare in tutto il mondo antico.

"Non riesce a indovinare nessuno, " disse Urban. "Abbiamo bisogno di trovare qualcuno che ha visto qualcosa di simile ad esso, ma finora non l'abbiamo trovato".

L'artefatto è attualmente in mostra presso il Museo di archeologia dell'Ontario come parte di una mostra su Ur e la Britannia Romana. La mostra si svolgerà durante la prima settimana di settembre.


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