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8 Luglio 2011 ARCHEOLOGIA
di John Roach http://www.nationalgeographic.it
Maya, nuovi sacrifici umani scoperti a Chichén Itzá
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Rinvenuti in una voragine sommersa accanto a una piramide del celebre sito archeologico messicano i resti di sei esseri umani, tra cui due bambini.

Le ossa di sei esseri umani, tra cui due bambini, perline di giada, conchiglie e strumenti di pietra sono stati scoperti di recente in una grotta colma d'acqua nel celebre sito archeologico di Chichén Itzá, in Messico.

Gli antichi manufatti sono legati a sacrifici umani eseguiti in un periodo in cui il livello delle acque era più basso, compreso tra l'850 e il 1250 d.C. (la civiltà Maya scomparve attorno al 900 d.C.).

È "altamente improbabile" infatti che resti umani e manufatti siano stati semplicemente gettati nella voragine (un sinkhole - inghiottitoio - chiamato localmente cenote), dice il responsabile della scoperta Guillermo Anda. Quasi certamente invece furono disposti nel sito durante una cerimonia per compiacere il dio Maya della pioggia, Chaak.

L'Impero Maya, che si estendeva dall'attuale Messico meridionale e attraverso il Guatemala fino al Belize settentrionale, produsse l'unica forma di scrittura nota della Mesoamerica nonché straordinarie opere artistiche e architettoniche. Chichén Itzá era una delle città più importanti della Penisola dello Yucatán.

La scoperta di sacrifici umani in uno dei cenotes della regione sembra confermare l'ipotesi che, per i Maya, queste voragini colme d'acqua rappresentassero "una sorta di soglia affacciata sul mondo spirituale e sacro che si nascondeva nelle profondità della Terra", dice Anda, professore della Universidad Autonoma de Yucatán.


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