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1 Luglio 2011 PALEONTOLOGIA
gg Corriere della Sera
Ricostruita l'ultima vegetazione dell'Antartide
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L'espansione glaciale nella Penisola Antartica è stato un processo lungo e graduale, influenzato da cambiamenti atmosferici, tettonici e oceanografiche

Risalgono a 12 milioni di anni fa le ultime tracce di vegetazione a tundra che un tempo occupava parte dell'Antartide. A rivelarlo è uno studio condotto da ricercatori della Rice University e della Louisiana State University pubblicata in anteprima sul sito dei Proceedings of the National Academy of Sciences.

La conclusione è frutto dell'accurato esame - durato tre anni - di migliaia di singoli granelli di polline che si sono conservati nei sedimenti fangosi sotto il fondale marino al largo della costa, sotto quasi 100 metri di roccia sedimentaria.

I ricercatori sono stati così in grado di accertare con precisione le specie di piante che esistevano nella penisola negli ultimi 36 milioni di anni. "Abbiamo potuto ricostruire un quadro dettagliato del rapido declino delle foreste durante il tardo Eocene - circa 35 milioni di anni fa - e l'avanzata dei ghiacci nel medio Miocene, circa 13 milioni di anni fa."

Nel periodo più caldo in Terra ultimi 55 milioni di anni, l'Antartide era priva di ghiacci e coperta di foreste. I ghiacci antartici, che oggi rappresentano più di due terzi dell'acqua dolce della Terra, hanno cominciato a formarsi circa 38 milioni di anni fa e la Penisola Antartica, che si protende più a nord rispetto al resto del continente, è stata l'ultima a soccombervi. Ed è anche la parte che ha sperimentato il maggiore riscaldamento negli ultimi decenni: la sua temperatura media annua è aumentata fino a sei volte più velocemente delle temperature medie annuali globali.

Il nuovo studio contiene la ricostruzione più dettagliata fino ad oggi della storia climatica della Penisola Antartica, che si è riscaldata in modo significativo negli ultimi decenni e che ha suscitato interrogativi sul modo in cui quella coltre glaciale reagirà al cambiamento delle temperature globali.

"Il modo migliore per prevedere i futuri cambiamenti nel comportamento dei ghiacci antartici e la loro influenza sul clima è quello di capirne il passato", ha detto John Anderson, autore principale dello studio in cui è tracciato il quadro più dettagliato finora ottenuto di come fino la Penisola Antartica ha progressivamente ceduto all'espansione dei ghiacci durante un prolungato periodo di raffreddamento globale.

"C'è un dibattito di vecchia data su quanto rapidamente sia progredita la glaciazione in Antartide", ha detto Sophie Warny, che ha curato la ricostruzione palinologica condotta nello studio. "Il responso dei reperti fossili è univoco: l'espansione glaciale nella Penisola Antartica è stato un processo lungo e graduale, influenzato da cambiamenti atmosferici, tettonici e oceanografiche."

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