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29 Giugno 2011 ARCHEOLOGIA
Rossella Lorenzi http://news.discovery.com
MUMMIE TROVATE IN UNA CHIESA ITALIANA
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tempo di lettura previsto 3 min. circa

Centinaia di mummie sono state ritrovate nella cripta della chiesa di Roccapelago (nel comune di Pievepelago, nell'alto Appennino modenese, in Emilia Romagna, ai confini con la Toscana). Oltre cento corpi di adulti e bambini, morti tra il XVI e il XVIII secolo e sepolti nel sotterraneo della chiesa.

I corpi erano tutti vestiti con tuniche, calze e cappucci. La pelle, i tendini e i capelli sono ben conservati. Le mani sono giunte in preghiera.

Un ritrovamento sorprendente, che cambierà il volto di Roccapelago e fornirà nuovi e inediti materiali alla comunità scientifica: è l'importante scoperta avvenuta nella chiesa di Roccapelago, grazie agli scavi archeologici condotti sotto la direzione della Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia Romagna e del dottor Donato Labate.Avenire alla luce dopo secoli di oblio, oltre trecento corpi, di cui un centinaio mummificati appartenuti sicuramente agli abitanti della zona. Tra chi si è complimentato per la scoperta anche il sindaco Corrado Ferroni.

SALME NASCOSTE

Sotto il pavimento del tempio sono stati trovati 300 cadaveri, molti dei quali ben conservati per condizioni climatiche che ne favorivano la preservazione

IL GIALLO

Perchè tutti assieme quei corpi? Sarebbe da escludersi un'epidemia o una guerra. Forse, per due secoli, quello è stato un luogo di sepoltura per l'intera area appenninica

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Questo castello, costituito da una roccaforte naturale che si erge su uno sperone roccioso del monte Rocca, era probabilmente un antico castelliere preistorico ricco di grotte e caverne fino ad oggi non ancora esplorate.

La storia di roccapelago è disponibile nelle pubblicazioni disponibili presso la mostra permanente sulle orme di Obizzo.

Il comune di Roccapelago nell'alto medioevo

Roccapelago è stato comune dell'alto Medioevo con la stessa fisionomia e le stesse prerogative degli altri, 5comuni del Pelago che erano Pieve, Fiumalbo, Serpiano, Modino, S.Andrea, S.Michele, Riolunato, Brocco, Flamignatico e Barigazzo. Essi erano raggruppati nella Comunità di Valle, la quale formava una civitas e perseguiva collettivamente il raggiungimento di quelle conquiste sociali che i singoli villaggi non erano in grado di raggiungere.

Le varie comunità di valle a loro volta formavano il comune del Frignano, una organizzazioe di tipo federale e a carattere di centralità, la cui influenza tuttavia sulle singole comunità era debolissima, esplicandosi soltanto quando l'interesse generale coincideva con quello particolare.

Appositi statuti regolavano la vita del comune, il più antico risale all'otto marzo 1551. Esso è articolato in 17 paragrafi ai quali se ne aggiunsero altri due nel 1562, inoltre nel 1607 si approntò un organico per il personale del comune, che si componeva di 18 consiglieri effettivi, 12 supplenti, 4 ufficiali maggiori, 4 massari, 4 stimatori, 4 sindaci, 4 reviso-ri delle vie, acqu2 e fontane, e un cancelliere.

Quando i così detti Casoni di Roccapelago, che occupavano la parte occidentale del territorio, si staccarono formando nel 1684 il comune au tonomo di S.Annapelago comprendente la zona boscosa più ricca, Roccapelago perdette assai di importanza e di risorse. I rapporti fra i due comuni, come è facile intuire, non furono mai idilliaci soprattutto per contrasti relativi ai confini e allo sfruttamento del legname.

Il comune di Rocca, come gli altri comuni minori, cessò di esistere nel 1859 quando venne aggregato al comune di Pievepelago.


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