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12 Giugno 2011 ARCHEOLOGIA
The Guardian
IL BOOM EDILIZIO DELL'ETA' DELLA PIETRA
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E' stato sviluppato un programma informatico che combina le datazioni al radiocarbonio e le sequenze di tutti i ritrovamenti di un determinato sito, per raggiungere il massimo livello di accuratezza negli studi archeologici. Ciò ha rivelato che le tecniche di costruzione e di coltivazione si svilupparono molto più rapidamente di quanto si credesse.

Un primo esempio è stato la datazione di Windmill Hill, presso Avebury nel Wiltshire (Inghilterra). Il margine d'errore nella datazione è stato ridotto da 600 a 60 anni. Tale riduzione dell'errore ha avuto un effetto scioccante, perché ha rivelato un boom delle costruzioni intorno al 3700 a.C., con un improvviso sviluppo di colline fortificate e di monumenti sparsi per tutto il paese, tra il Kent e la Cornovaglia, nel breve periodo di 50 anni.

Alex Bayliss di English Heritage e il Professor Alasdair Whittle della Cardiff University fanno parte del gruppo di esperti che ha sviluppato tale procedimento. Alex Bayliss spiega l'impatto del confronto tra le datawioni: "Le vecchie tecniche offrivano risultati tali che avrebbero fatto apparire come contemporanee le guerre napoleoniche, la prima e la seconda Guerra Mondiale e la rivoluzione informatica. Ora possiamo precisare in modo molto più puntuale le datazioni". Il Professor Whittle crede che "con datazioni più accurate, il Periodo Neolitico non appare più sonnolento e calmo, ma si vedono tutte le attività sorgere e svilupparsi in modo dinamico. Questa ricerca sfida la nozione che nessuna novità accadesse, all'epoca degli agricoltori dell'Età della Pietra."


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