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2 Marzo 2011 ARCHEOLOGIA
The New York Times
IL FARAONE SE NE VA?
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Il Ministro egiziano delle antichità, Zahi Hawass, ha cambiato idea e ha detto martedì primo marzo che il suo dipartimento non riesce a proteggere i siti storici e il patrimonio archeologico dell'Egitto e che intende dimettersi. In un'intervista telefonica ha detto che i ladri, i giorno prima, erano entrati in due magazzini presso le piramidi di Giza, contenenti oggetti scavati nel corso del XX secolo. Non era ancora chiaro che cosa avessero rubato, ma era chiaro che la polizia non poteva proteggere i monumenti dell'Egitto e che il suo stesso staff era incapace di fermare il saccheggio.

"Durante la rivoluzione non è accaduto nulla, ma dopo sta accadendo di tutto e dappertutto", ha detto Mr. Hawass. "La gente costruisce case sui terreni archeologici, scava di notte - è una sorta di incubo, e non so più che cosa fare." Le dichiarazioni di Hawass che non era accaduto nulla alle antichità egiziane durante la rivolta che ha condotto alla caduta del governo del Presidente Hosni Mubarak non erano esatte: i ladri si erano introdotti nel Museo Egizio nella notte del 28 gennaio e avevano ribato 18 oggetti, dei quali solo tre - e parte di altri - sono stati recuperati. Mr. Hawass non aveva riconosciuto il fatto che gli oggetti scomparsi non fossero stati ritrovati sino a due settimane dopo. Martedì, Mr. Hawass ha detto che erano state anche sorprese persone che facevano scavi notturni ad Abydos, un importante sito archeologico a nord di Luxor. Ha detto di essere apparso su Facebook affinché coloro che avevano condotto la rivoluzione in Egitto lo aiutassero a proteggere il patrimonio del Paese.


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